Usa, le università USA iniziano a togliere i tomi dalle biblioteche



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Prosegue l’attacco del libro digitale all’anziano fratello cartaceo.  I segnali provengono ovviamente dagli Stati Uniti dove qualche agente letterario ha convinto i suoi scrittori a passare direttamente, per le loro opere in procinto di essere pubblicate, all’edizione elettronica di Kindle –  senza passare attraverso la pubblicazione cartacea.

Negli ultimi mesi, l’aggressività dei giganti dell’e-book ha messo in crisi la più grande catena statunitense di librerie, la famosa Barnes & Noble. Il proprietario, Leonard Riggio, che negli ultimi quarant’anni ha creato una catena di oltre settecento supermercati di libri diffusi in tutti gli Stati Uniti, sa che il futuro non potrà prescindere dal libro elettronico, ma tenta di resistere prevedendo che, accanto all’e-book potranno continuare ad esistere e ad avere una loro funzione di guide culturali le librerie tradizionali.

A questo si ricollega però un problema: la sovrapproduzione di libri. Ad esempio, le biblioteche di alcune università americane (e presto sarà così per moltissime se non per tutte) stanno trasferendo – per ovviare a problemi di spazio – la mole immensa dei volumi cartacei in magazzini fuori mano e li sostituiscono con postazioni di computer che garantiscono l’accesso a un numero altissimo di database e di riviste specialistiche. La previsione è che nel giro di un decennio spariranno quasi del tutto le pubblicazioni scientifiche su supporto cartaceo.

Pare che la sovrapproduzione stia dando problemi anche in Italia dove esistono,  2900 case editrici che sfornano oltre 60 mila titoli l’anno, titoli che in maggioranza restano completamente invenduti. A cospetto di tali numeri, il libro digitale potrebbe essere la soluzione pratica per risolvere anche il problema di liberare da migliaia di montagne di carta che in pochi possono o vogliono leggere.

Digitalizzazione che ha inoltre un grandissimo e rivoluzionario vantaggio - permette una consultazione e una conoscibilità ben oltre le semplici 4 mura di una biblioteca – una accessibilità globale.

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3 Comments on “Usa, le università USA iniziano a togliere i tomi dalle biblioteche”

  • 19 agosto, 2010, 10:31

    non sono d’accordo. Il libro elettronico è comodissimo, ma se posso compero anche una copia cartacea. Sicuramente è un “dovere” delle biblioteche conservare le copie cartacee. Fra 1000 anni ci sarà ancora modo di leggere i libri con il Kindle? Sicuramente i libri di carta si potranno ancora leggere (se ben conservati).

  • lucand
    19 agosto, 2010, 15:13

    se l’obbiettivo è la conservazione, allora stampiamoli su pergamena no? i libri che sono in biblioteca non sono fatti per durare 1000 anni….

  • il fakiro
    19 agosto, 2010, 15:41

    cito:” Pare che la sovrapproduzione stia dando problemi anche in Italia dove esistono, 2900 case editrici che sfornano oltre 60 mila titoli l’anno, titoli che in maggioranza restano completamente invenduti.”
    e ti credo, co sti prezzi!!!!!! non ci sono editori più mariuoli di quelli italiani!!!!! e poi li senti frignare perchè in italia non si legge!
    W il libro elettronico!

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