Settecentomila in fuga dalla lettura… verso dove?



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Secondo un recente articolo pubblicato su repubblica.it, il 2011 sarebbe stato, testuale, “l’anno nero del libro” per “la grande fuga dei settecentomila”.

I settecentomila cui ci si riferisce, sarebberograndi lettori” (coloro che dichiarano di leggere, in media, più di un libro al mese) i quali, intervistati dall’ISTAT, hanno affermato di non aver “letto un libro” durante tutto lo scorso anno.

Un bel numero che, secondo Repubblica, potrebbe minare il già fragile mercato editoriale italiano.

Ma è possibile?

Da affamati di libri a disinteressati totali?

Continuando la lettura, si comprende che il libro cui si fa riferimento è esclusivamente di natura cartacea, con un sottile sottinteso alla natura “elettronico/piratesca” dell’oggetto cui si sarebbe rivolta l’attenzione dei disertori.

Emblematica, infatti, l’affermazione di Giovanni Peresson, responsabile dell’ Ufficio Studi dell’ Associazione degli Editori, che intervistato in proposito sostiene: «Viene da osservare la curiosa vicinanza tra i 400mila ereader che si dicono presenti sul mercato italiano e i settecentomila lettori in meno che riscontriamo dai dati Istat»

Eggià curiosa…

Ma il top si raggiunge con l’estratto:

“Questa ipotesi implicherebbe che alla domanda dell’ Istat – «Ha letto almeno un libro non scolastico nei 12 mesi precedenti?» – settecentomila persone abbiano risposto: «No, perché ho letto solo e-book». A questo punto la questione si fa ancora più preoccupante: non si sono persi lettori, ma la duttilità mentale di chi risponde.”

Tralasciando la mancanza di qualsiasi logica statistica in questa affermazione, nel 2010 eravamo pieni di lettori “duttili” ma è bastato un anno e l’acquisto di un e-reader per far perdere la duttilità?

O erano poco duttili anche in precedenza ma, non avendo un e-reader, non potevano darne prova?

…vivaddio, dopo si aggiunge…

“O forse è inadeguata la domanda dell’ Istat, che non tiene conto dei cambiamenti nella lettura”…ah, ecco…

Qui, ancora si confonde il mezzo con l’oggetto.

Leggere è leggere, elettronico o carta che sia.

Prima di dar seguito alle lamentele: quanti sono gli editori in Italia che, oggi, forniscono un catalogo elettronico adeguato alle richieste di mercato?

Quanti dei titoli più attesi (emblematico il caso de ‘I guerrieri del ghiaccio” di Geroge Martin di cui abbiamo già parlato) sono stati resi disponibilil in versione ebook?

Insisto col dire che, a mio parere, il lettore digitale “medio” preferisca acquistare che scaricare la versione pirata.

Sarebbe il caso di fermarsi un’attimo a riflettere su questi elementi e fare un po’ di autocritica, prima di stracciarsi le vesti urlando che la fine è vicina…

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4 Comments on “Settecentomila in fuga dalla lettura… verso dove?”

  • clauderouges
    23 gennaio, 2012, 17:08

    Ma non diciamo cavolate. Per loro son tutti pirati. Solo oggi ho comprato 4 ebook. Se gli editori fanno prezzi abbordabili la gente non scarica illegalmente.

  • Aristarco
    24 gennaio, 2012, 0:36

    no! correttamente identificano il libro come libro VERO (di carta) il più avanzato sistema per la lettura mai eguagliato e solo in piccolissima parte vicariato dai lettori digitali

    per il resto mi accodo alla richiesta di combattere i pirati della Malesia! Non devono più permettersi di sequestrare le navi e… ma un momento, che c’entrano i pirati predoni di mare coi libri?

  • Gianluca A.
    26 gennaio, 2012, 7:30

    La crisi del libro è reale. E’ causata da vari fattori, tra i quali anche la disponibilità di e-reader. Però è un fattore secondario. Molto più grave la mancanza di qualità dei nuovi scritti e la mancanza generale di soldi, che costringe a leggere poco e male.
    P.S. Personalmente acquisterò a breve un romanzo cartaceo (Betibù), ma quando sarà disponibile scontato…

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  1. Calo di lettori in Italia nel 2011? Verosimile!

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