Pirateria digitale. Una interessante provocazione
Lucia Extebarria, la “basca” autrice di best seller, ha dichiarato su facbook che non scriverà più, perché la pirateria digitale la sta rovinando: El contenido del silencio è uscito in ottobre solo in edizione cartacea. Costa 20, 90 euro. “Ma io ne prendo 2,9 euro per copia, da cui devo detrarre la quota per le tasse, l’agente e il commercialista. Non mi resta molto per ripagare i mesi e mesi in cui non ho fatto altro che scrivere”.
E a chi l’accusa di nascondere patrimoni segreti risponde: “ Io vivo in un quartire normale di Madrid, in una casa normale, non ho l’automobile né abiti firmati. Magari chi mi osserva pensa sia una scelta politica o una bizzarria d’artista. Sbagliato, guadagno poco”.
È per questo che se la prende con la pirateria digitale: “ oggi ho saputo che sono state scaricate più copie illegali di quelle aquistate in libreria”. E poi lancia la sua provocazione: “ Se rubo un tablet, un lettore elettronico, finisco in galera. Però se passo l’intera giornata a scaricare libri, film, dischi non mi succede niente di niente”.
Libero mercato contro diritti d’autore? La solita annosa questione.
Chi potrà mettere mano a questa situazione senza danneggiare le parti in causa? È ancora pensabile un mercato dei diritti d’autore che non tenga conto della rivoluzione digitale?
Più domande che risposte.
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