La legge Levi e l'IVA sugli eBook: intervista al deputato Levi
Il 20 luglio è stata approvata in maniera definitiva dal senato la “Legge Levi”, ne avrete sentito parlare: dal primo settembre non si potranno effettuare sconti superiori al 25% sul prezzo dei libri. Una legge per salvaguardare le piccole librerie e i piccoli editori, dicono i promotori; una legge che diminuirà il potere d’acquisto dei consumatori, controbattono i contestatori.
In questi giorni ho avuto modo di discutere con l’onorevole Riccardo Franco Levi della legge di cui è primo firmatario: gli ho manifestato le mie contrarietà e l’onorevole è stato così gentile da rispondermi spiegandomi il suo punto di vista. Per quanto non sia d’accordo con le sue conclusioni, credo sia interessante per i lettori di questo blog conoscere le sue idee in proposito.
Vista l’occasione, ne ho approfittato per chiedere al deputato informazioni sul costo dell’Iva degli ebook – argomento di cui si è spesso parlato in queste pagine.
La nuova legge sull’editoria da lei proposta impedisce alle grandi catene, comprese quelle on-line, di effettuare sconti superiori al 15%. Credo che in questo modo sia stato fatto un cattivo servizio per il cittadino acquirente di libri.
Sento in prima persona la responsabilità della legge appena approvata. Vengo subito al punto da lei sollevato, cioè la tutela dei giusti interessi dei lettori e dei consumatori.
Il punto di partenza dal quale esaminare i probabili effetti della legge (quelli effettivi li misureremo con l’indagine a dodici mesi di distanza dalla sua entrata in vigore che la legge stessa dispone) non può che essere la nuova disciplina degli sconti. Ebbene, questi, lungi dall’essere vietati, continueranno ad essere possibili e in misura tutt’altro che irrilevante.
I librai, infatti (dalle piccole alle grandi e grandissime librerie, dai reparti libri dei super e degli ipermercati sino alle librerie on-line nazionali e multinazionali) avranno tutta la libertà di premiare i loro clienti più affezionati o di cercare di attirarne di nuovi vendendo i libri con sconti fino al 15 per cento sui prezzi di copertina, con sconti, cioè, persino superiori a quel 10 per cento che costituisce oggi la riduzione abituale sul prezzo offerta dalle librerie ai loro clienti migliori.
Che cosa cambia per gli editori con la nuova legge?
Gli editori, dal canto loro, potranno continuare a sostenere le vendite delle loro pubblicazioni offrendoli in campagne promozionali con sconti fino al 25 per cento (una cifra, dunque, che, se non raggiunge le punte estreme raggiunte su alcuni siti on-line, non si discosta dal valore delle promozioni oggi abitualmente a disposizione dei lettori), a condizione che le medesime promozioni siano proposte alle medesime condizioni a tutti i canali di vendita, cioè senza privilegiare, come oggi può avvenire, le librerie di loro proprietà oppure la sola grande distribuzione.
Sebbene gli sconti non scompaiano, dal primo settembre il cittadino non potrà più godere delle riduzioni di prezzo notevoli ottenibili fino a oggi; allora quali vantaggi otterrà con la nuova legge il lettore/consumatore?
Fissando un tetto agli sconti, la legge pone fine alla permanente guerra sui prezzi il cui risultato era il continuo crescere degli stessi prezzi, dato che, com’è evidente, al calare dei loro ricavi netti per effetto degli sconti sempre più alti, gli editori reagivano con un aumento dei prezzi di partenza, cioè di copertina. Agli stessi editori, peraltro, non verrà affatto preclusa, se lo riterranno opportuno, di farsi una vera concorrenza sui prezzi, operando non attraverso lo strumento indiretto e per tanti versi ambiguo degli sconti, ma agendo direttamente e trasparente sui prezzi di copertina, cioè riducendoli.
C’è un ulteriore motivo che ha spinto ad adottare questa legge…
Quale?
Mettendo fine alla pratica degli sconti come strumento a disposizione degli operatori più grandi e più forti per conquistare quote sempre più grandi del mercato sino al punto da costringere all’abbandono (come sta avvenendo a ritmi sempre più rapidi in paesi come il Regno Unito o gli Stati Uniti) i soggetti, editori e librai, più piccoli e più deboli, e dettando invece una disciplina che, almeno dal punto di vista degli sconti, ristabilisce regole uguale per tutti, si permette che quello del libro continui ad essere un mondo arricchito dalla presenza di tanti e diversi editori, librai ed autori, un mondo libero, aperto, attraente, in grado di dare spazio alla creatività, capace di soddisfare mille curiosità.
Al contrario, io credo che questi sconti elevati siano stati anche un incentivo ad acquistare libri di autori ed editori sconosciuti, libri che, senza offerte, non sarebbero mai stati acquistati. È evidente che ci troviamo su posizioni diverse. Concludendo vorrei approfittare di questa conversazione per chiederle se e quando sarà possibile abbassare il peso dell’Iva sugli e-book: oggi è al 20% contro il 5% dei libri di carta, così che alcune edizioni elettroniche costano di più di quelle cartacee.
Ricordato che la disciplina di questa legge non si estende agli e-book (il mondo di internet è in così rapidi divenire e trasformazione che qualsiasi intervento legislativo rischia di essere immediatamente superato dalla realtà), il tema della disparità nella imposizione sul valore aggiunto, l’iva, tra libri di carta e libri in formato elettronico è ben presente a chiunque si occupi di editoria. Il punto è che quella dell’Iva è una materia di competenza europea e non nazionale. La soluzione a questo problema con l’auspicata riduzione dell’Iva sugli e-book al medesimo livello di quella applicata sui libri cartacei va, dunque, trovata su scala europea. Ed è questo che si sta precisamente cercando di fare nel Parlamento Europeo. L’impegno sull’Iva per i libri in formato elettronico è una partita aperta, ma non credo si possa attendere un risultato a breve termine.


Pingback: La legge Levi e l’IVA sugli eBook: intervista al deputato Levi « Editoria Digitale
Pingback: SCONTI FUORILEGGE: Legge Levi anche sugli Ebook? | Bruno Editore Blog - News, Articoli, Ebook per la Formazione
Pingback: Legge anti Amazon, rassegna stampa | e-letteratura
Pingback: recap del mese di agosto | dei libri passati presenti e futuri
Pingback: Legge Levi e libri elettronici: il punto della situazione | ebookgratis.it/blog
Pingback: Dall’ammazza blog all’ammazza eBook? | Pino Bruno
Pingback: Controcorrente n°16 – La Legge Levi | Controcorrente
Pingback: Usare la forza del Web « Certi racconti sono un tiro mancino
Pingback: Tornano gli sconti su libri e eBook?
Pingback: Addio alla ‘Legge Levi’? | marcogiacomello.com