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Kindle Italia | May 26, 2013

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27 Comments

La legge Levi e l'IVA sugli eBook: intervista al deputato Levi



 La legge Levi e lIVA sugli eBook: intervista al deputato Levi

Il 20 luglio è stata approvata in maniera definitiva dal senato la “Legge Levi”, ne avrete sentito parlare: dal primo settembre non si potranno effettuare sconti superiori al 25% sul prezzo dei libri. Una legge per salvaguardare le piccole librerie e i piccoli editori, dicono i promotori; una legge che diminuirà il potere d’acquisto dei consumatori, controbattono i contestatori.

In questi giorni ho avuto modo di discutere con l’onorevole Riccardo Franco Levi della legge di cui è primo firmatario: gli ho manifestato le mie contrarietà e l’onorevole è stato così gentile da rispondermi spiegandomi il suo punto di vista. Per quanto non sia d’accordo con le sue conclusioni, credo sia interessante per i lettori di questo blog conoscere le sue idee in proposito.

Vista l’occasione, ne ho approfittato per chiedere al deputato informazioni sul costo dell’Iva degli ebook – argomento di cui si è spesso parlato in queste pagine.

 

La nuova legge sull’editoria da lei proposta impedisce alle grandi catene, comprese quelle on-line, di effettuare sconti superiori al 15%. Credo che in questo modo sia stato fatto un cattivo servizio per il cittadino acquirente di libri.

Sento in prima persona la responsabilità della legge appena approvata. Vengo subito al punto da lei sollevato, cioè la tutela dei giusti interessi dei lettori e dei consumatori.
Il punto di partenza dal quale esaminare i probabili effetti della legge (quelli effettivi li misureremo con l’indagine a dodici mesi di distanza dalla sua entrata in vigore che la legge stessa dispone) non può che essere la nuova disciplina degli sconti. Ebbene, questi, lungi dall’essere vietati, continueranno ad essere possibili e in misura tutt’altro che irrilevante.
I librai, infatti (dalle piccole alle grandi e grandissime librerie, dai reparti libri dei super e degli ipermercati sino alle librerie on-line nazionali e multinazionali) avranno tutta la libertà di premiare i loro clienti più affezionati o di cercare di attirarne di nuovi vendendo i libri con sconti fino al 15 per cento sui prezzi di copertina, con sconti, cioè, persino superiori a quel 10 per cento che costituisce oggi la riduzione abituale sul prezzo offerta dalle librerie ai loro clienti migliori.

Che cosa cambia per gli editori con la nuova legge?

Gli editori, dal canto loro, potranno continuare a sostenere le vendite delle loro pubblicazioni offrendoli in campagne promozionali con sconti fino al 25 per cento (una cifra, dunque, che, se non raggiunge le punte estreme raggiunte su alcuni siti on-line, non si discosta dal valore delle promozioni oggi abitualmente a disposizione dei lettori), a condizione che le medesime promozioni siano proposte alle medesime condizioni a tutti i canali di vendita, cioè senza privilegiare, come oggi può avvenire, le librerie di loro proprietà oppure la sola grande distribuzione.

Sebbene gli sconti non scompaiano, dal primo settembre il cittadino non potrà più godere delle riduzioni di prezzo notevoli ottenibili fino a oggi; allora quali vantaggi otterrà con la nuova legge il lettore/consumatore?

Fissando un tetto agli sconti, la legge pone fine alla permanente guerra sui prezzi il cui risultato era il continuo crescere degli stessi prezzi, dato che, com’è evidente, al calare dei loro ricavi netti per effetto degli sconti sempre più alti, gli editori reagivano con un aumento dei prezzi di partenza, cioè di copertina. Agli stessi editori, peraltro, non verrà affatto preclusa, se lo riterranno opportuno, di farsi una vera concorrenza sui prezzi, operando non attraverso lo strumento indiretto e per tanti versi ambiguo degli sconti, ma agendo direttamente e trasparente sui prezzi di copertina, cioè riducendoli.

C’è un ulteriore motivo che ha spinto ad adottare questa legge…

Quale?

Mettendo fine alla pratica degli sconti come strumento a disposizione degli operatori più grandi e più forti per conquistare quote sempre più grandi del mercato sino al punto da costringere all’abbandono (come sta avvenendo a ritmi sempre più rapidi in paesi come il Regno Unito o gli Stati Uniti) i soggetti, editori e librai, più piccoli e più deboli, e dettando invece una disciplina che, almeno dal punto di vista degli sconti, ristabilisce regole uguale per tutti, si permette che quello del libro continui ad essere un mondo arricchito dalla presenza di tanti e diversi editori, librai ed autori, un mondo libero, aperto, attraente, in grado di dare spazio alla creatività, capace di soddisfare mille curiosità.

Al contrario, io credo che questi sconti elevati siano stati anche un incentivo ad acquistare libri di autori ed editori sconosciuti, libri che, senza offerte, non sarebbero mai stati acquistati. È evidente che ci troviamo su posizioni diverse. Concludendo vorrei approfittare di questa conversazione per chiederle se e quando sarà possibile abbassare il peso dell’Iva sugli e-book: oggi è al 20% contro il 5% dei libri di carta, così che alcune edizioni elettroniche costano di più di quelle cartacee.

Ricordato che la disciplina di questa legge non si estende agli e-book (il mondo di internet è in così rapidi divenire e trasformazione che qualsiasi intervento legislativo rischia di essere immediatamente superato dalla realtà), il tema della disparità nella imposizione sul valore aggiunto, l’iva, tra libri di carta e libri in formato elettronico è ben presente a chiunque si occupi di editoria. Il punto è che quella dell’Iva è una materia di competenza europea e non nazionale. La soluzione a questo problema con l’auspicata riduzione dell’Iva sugli e-book al medesimo livello di quella applicata sui libri cartacei va, dunque, trovata su scala europea. Ed è questo che si sta precisamente cercando di fare nel Parlamento Europeo. L’impegno sull’Iva per i libri in formato elettronico è una partita aperta, ma non credo si possa attendere un risultato a breve termine.

  • GG

    Lavoro a tempo pieno in una casa editrice, e posso dire che la nuova legge sullo sconto non è a favore degli editori ma delle grandi catene librarie (online e tradizionali) atterrite dalla scontistica di Amazon.it. L’editore non perde nulla dalla scontistica selvaggia, perché comunque da sempre circa il 50% del prezzo di copertina viene assorbito dalla distribuzione + rivendita: non esiste nessun rapporto diretto con Amazon o altre librerie online, quindi non si capisce che tutela in più abbia l’editore e non si capisce perché i prezzi di copertina dovrebbero diminuire. Si tratta molto semplicemente di una norma che tutela i grandi gruppi editoriali (Mondadori in primis, essendo la maggiore casa editrice italiana), che possono continuare a controllare il tetto massimo degli sconti con le campagne nazionali soprattutto nelle proprie catene librarie tradizionali e online (perché bisogna ricordare che i megasconti spesso non si effettuano nelle librerie indipendenti e non sono alla portata dei piccoli e medi editori, sia  per mancanza di accordi distributivi diretti sia perché gli sconti 3×2 o 25% o altri vengono ripartiti tra editore e libraio, e questi è disposto ad accettarli solo per titoli ad altissima diffusione).

  • lcu1976

    Levi deve vergognarsi e con lui tutti coloro che hanno votato la legge. questi politici sono solo capaci di difendere i poteri delle lobby, ma di noi consumatori se ne fr******:

  • Alessio

    La mondadori  di Berlusconi vende poco… Facciamo la legge per lui poverino…
    Che tristezza…

  • Giovanni

    Che vergogna, è proprio una tristezza vivere in Italia, ormai ci vengono imposti anche i prezzi e si annulla la concorrenza tra i venditori. Mi spiace per chi venderà i libri ma ormai molta gente si rifiuterà di comprare i libri e li scaricherà senza ritegno. Politici, siete tutti dei mafiosi e pensate solo ai vostri interessi, ci fate SCHIFO.

  • http://tifialf.blogspot.com/ Alfredo

    Sono d’accordo con Giovanni e non credo alla frottola del prezzo di copertina di cui va blaterando quel furbastro di Levi con la Mondadori ghignante dietro di lui. Mi dispiace per tutti gli altri editori riuniti intorno al lettore IBS (meno legati all’attuale governo), ai quali viene a spuntarsi uno strumento col quale almeno potenzialmente potevano difendersi nel regime di concorrenza (ne avranno comunque altri). Chissà se sono d’accordo con la legge Levi. Comunque noi potremo continuare a difenderci con l’usato.

  • Jollyroger

    Ma veramente Ricardo Franco Levi (una sola c) è un deputato del Partito Democratico, non vedo cosa centri Mondadori in tutto questo.

  • Ago

    Piccola cinica analisi: la maggioranza delle piccole librerie oggi sono franchising (Mondadori, Feltrinelli ecc..). Vendono gli stessi libri delle grandi librerie, sia online sia quelle dei megacentricommerciali. Quindi, se una grande libreria mi offre uno sconto del 60% su un libro mentre un piccolo libraio mi offre lo stesso libro senza sconto, perché devo essere costretto a NON prendere il libro scontato? Con tutto il rispetto per tutte le piccole attività, che il piccolo libraio in franchising fallisca pure se non può competere sul mercato. Tanto mi vende la stessa identica merce della grande libreria, ergo NON APPORTA NESSUN SURPLUS ALLA CULTURA!
     Altro affare sono le piccole librerie che vendono libri “alternativi”: letture di piccole case editrici sconosciute, scrittori emergenti, libri conosciutissimi all’estero ma introvabili in Italia, libri poco venduti perché antipatici alla classe politica, rari testi di filosofia/teologia ecc… Loro portano sì valore aggiunto alla cultura, ma non puntano certo su una politica del costo (chi li conosce sa quanto siano rari gli sconti in quei settori), bensì sulla qualità del prodotto e sulla fedeltà del cliente. E queste librerie, purtroppo, oggi sono RARISSIME. 
    Quindi questa manovra è palesemente INUTILE E DANNOSA… come è inutile e dannosa tutta questa classe politica, beninteso

  • yaproc

    Levi appartiene al PD e dunque non agevola sicuramente Mondadori ma qualche altro Editore in sofferenza. Io prendo i libri solo quando me lo posso permettere e cioè quando sono scontati. Verranno abbassati i prezzi di copertina? Ma per favore …

  • Gianluca A.

    A mio parere è una legge con pregi e difetti. Se consentirà di tenere basso il prezzo di copertina potrebbe rivelarsi vantaggiosa per tutti. Aspettiamo quel che accadrà.

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  • Sandra Bondavalli

    Lavoro pure io in una casa editrice da molti anni e mi rendo conto che una legge di questo tipo di sicuro non aiuta nell’acquisto dei libri e neppure nella vendita. Intanto i ns. politici stanno vivendo in una realtà che non è la nostra, sanno le cose molto in generale e non vanno a fondo delle questioni per capirle e soppesarle da ogni punto di vista, salvo nel caso di un imput da parte di qulche potente. In primis chi pensa all’editoria deve prima di tutto distinguere la tipologia dei libro che viene venduto. In determinati casi ben venga anche lo sconto del 50% – 80% da parte delle librerie se trattasi ad esempio di romanzi classici o libri che già sono da tempo sul mercato, anche se ovviamente questo comporta problematiche al piccolo libraio che dovrà puntare su altre iniziative di vendite, così come ritengo sia corretto che un editore di libri tecnici e specialistici possa scontare la vendita di un libro come ritiene più opportuno, tenuto conto che i libri di questa categoria sono i più soggetti ad essere superati nei contenuti. Insomma una legge, mi spiace dirlo, inutile così come formulata.

  • GG

    Aggiungo un particolare al mio intervento in testa ai commenti, che dimostra una volta di più come la legge sia semplicemente protezionista: gli sconti al 35-40% di Amazon facevano gola anche agli stessi librai, soprattutto quelli piccoli / indipendenti che devono spesso sottostare ad accordi capestro con i distributori e che invece si trovavano ad avere una valvola di sfogo per poter guadagnare un po’ di più. I librai cominciavano a comprare da Amazon e, per questo, i “padroni” del mercato si sono trovati con le armi spuntate. Amazon è entrata nel mercato italiano in modo aggressivo, l’unico modo per smuovere un target ancora legato al giro in libreria e ai consigli del libraio “amico”, e la risposta degli imprenditori italiani qual è stata? “Facciamole vedere chi comanda: impediamole per legge di fare gli sconti”. Concorrenza e liberismo made in Italy.

  • lisa

    Complimenti! come ammazzare i libri e ostacolare chi ha voglia di leggere!!

    Per quanto mi riguarda non comprerò + un libro nuovo o passerò agli ebooks magari comprati all’estero!
    Vergogna per una legge vetero comunista, anacronista e illiberale!
    ..perchè non impediamo gli sconti alle grandi distribuzioni alimentari per proteggere le piccole salumerie?

  • renbeu

    Governo di centro-destra che fa una legge contro la libera concorrenza e il libero mercato applicando una legge di un deputato di centro-sinistra, una legge che favorisce i lettori che anzichè comperare un libro scontato del 50% lo comperano scontato al 15%. Deputato Levi (con una C) per i lettori e le loro famiglie mi dica: dove sono i vantaggi? Per quanto riguarda i partiti questa è la conferma che esistono in italia due partiti soltanto 1) quello degli eletti, 2) quello degli elettori, il primo ha due correnti ma un unico padrone che impone l’alternanzo per far fare a uno quello che non riesce fare l’altro. il partito degli elettori,(che non verrà mai eletto), è diviso il mille e poi mille frazioni e fazioni dedite alla guerra dei poveri, eccccccccc con tante c

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  • Anna

    Grazie, mi avete dato un pretesto in più per leggere solo libri scaricati gratuitamente da internet. Un vero branco di idioti! Capirei se l’Italia fosse un paese di grandi lettori, ma così demoralizzi soprattutto quelli che leggono saltuariamente!

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  • Francesca Coco

    La verità è che questa legge favorisce solo la MONDADORI!!!
    Leggete qui perchè:
    http://morgellons.splinder.com/post/25536408/la-legge-levi-giova-solo-alla-mondadori-spa-unaltra-truffa-di-stato

    Che schifo…

  • http://www.maurizioagelli.com Maurizio

    Potrei fare molti esempi di libri (anche italiani) la cui edizione in lingua inglese ha un prezzo di copertina di molto inferiore rispetto all’edizione italiana.
    La possibilità di avere uno sconto finora riduceva tale divario. Oggi che gli sconti sono limitati al massimo al 15% chi potrà si orienterà sulle edizioni inglesi acquistate online.

    Questa legge, oltre a colpire la cultura, dimostra una sostanziale ignoranza delle nuove tecnologie e delle possibilità che offrono.

    Finora, pur essendo un cliente abbastanza assiduo di Amazon, compravo spesso anche nelle piccole librerie. D’ora in poi (in risposta a questa legge) boicotterò le librerie e acquisterò solo online.

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  • Ginos_it

    UNO SCRITTORE O EDITORE  DI EBOOK DOVREBBE AVERE IL DIRITTO DI VENDERE I PROPRI EBOOK AL PRWZZO CHE VUOLE ALTO O BASSO CHE SIA. VIVA LA LIBERTA’ 

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