La didattica e gli eBook



classe scolastica 300x214 La didattica e gli eBook

Il mercato italiano stenta a decollare mentre quello americano va decisamente alla grande. Questa in poche parole è la situazione attuale dell’editoria digitale a livello globale.

Per quanto sia spesso vero che le mode nate oltreoceano poi arrivano anche da noi, quella degli ebook reader e quindi dei libri digitali sembra faccia più fatica del solito a prendere piede tra noi italiani e infatti finora solo una piccola nicchia di lettori accaniti si è dotato di un ebook reader, quelli che possono essere definiti “early adopter” in linguaggio economico.

Personalmente credo che nel nostro paese si dovrebbe partire dalle nuove generazioni per far diffondere poi questo genere di prodotti e quindi partire con progetti di eBook nelle scuole al posto dei classici sussidiari e libri di testo.

In alcuni comuni sono partite delle sperimentazioni a riguardo ma ancora troppo poco è stato fatto, soprattutto se si considera che nel resto del mondo sono partiti progetti molto più concreti!

Inoltre basta andare fuori dalle scuole italiane per rendersi conto di quanto grandi e pesanti siano gli zaini e quanta carta inutile viene portata ogni giorno a scuola; gli eBook potrebbero essere il punto di partenza per rinnovare davvero la nostra scuola, renderla un luogo di vera crescita educativa e culturale, per non parlare del giro di affari che si potrebbe mettere in moto con Tablet personalizzati appositamente per le scuole e applicazioni create ad hoc materia per materia.

Per chi voglia approfondire l’argomento consiglio questo link di Pianeta eBook

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  • mahagonny

    Purtroppo la lobby degli editori è talmente potente che sarà ben difficile in un futuro immediato eliminare dagli zaini dei nostri pargoli l’inutile peso di libri che, nella maggior parte dei casi saranno sfruttati si e no al 40 – 50%.
    Io, per dirtene una, mi sono visto sbattere la porta in faccia quando ho insistito acchè mia figlia, dislessica, potesse portarsi il pc a scuola sia per leggere i libri con un apposito programma di audiolettura si per scrivere i suoi compiti.
    Avendo fatto il libraio(in un’altra vita), ti posso assicurare che il marciume che gira dietro le adozioni è roba che il recente scandalo del calcio gli fa un baffo.

  • giuseppe

    Alle solite, mi sembra non ci si voglia rendere conto dei due aspetti fondamentali: costo e scelta. Quanto costa un reader? E dove lo trovo? Due-trecento euro. Introvabile nei supermercati dell’elettronica o generalisti. Molti non hanno voglia (o capacità) di andare su Internet e comprare senza “toccare”.
    Da insegnante ultracinquantenne, poi, devo dire che per quanto riguarda i docenti (almeno a Milano e provincia) non ho MAI sentito di “cose strane” riguardo alle adozioni (tipo regali o latri benefit aldilà del software, spesso obsoleto, donato alla scuola).

  • mahagonny

    Rispetto il parere di giuseppe ma la mia esperienza(come padre ed ex libraio) e quella da me rappresentata.
    Chissà perchè la scuola impone i testi(è un eufemismo la dicitura “testi consigliati”). Allora non credo sarebbe impossibile una convenzione con un rivenditore di ebook(o tablet).

  • Micky

    Sono d’accordo con Mahagonny … l’investimento iniziale per un e-book/table sicuramente si ammortizza piu’ volte sulla vita scolastica di un bambino/ragazzino. Per non parlare delle sue potenzialità e applicazioni sul miglioramento e diffusione della lingua inglese …. text to speech e traduzione immediata hanno dato a me oramai quasi 40enne una spinta a osare a leggere in inglese e ora non mi ferma piu’ nessuno ;-)

  • mahagonny

    aggiungiamoci la possibilità di acquistare i testi necessari senza doversi muovere da casa, evitando quelle scene da arena che si vedono nelle cartolibrerie durante il periodo immediatamente successivo all’inizio dell’anno scolastico.
    La circolazione più facile del testo usato è un’altra ragione che farebbe decollare il nuovo modo di intendere l’insegnamento.
    Poi l’uso del tablet che in aula potrebbe interagire direttamente col professore dotato del Pc o delle lavagne eltrroniche.
    Lo so, sembra fantascienza per una nazione come la nostra dove la lotta dei precari(rectius – generalmente falliti nelle altre professioni) assurge a questione di vita o do morte della scuola dopo che la scuola è già defunta da tempo immemore.

  • Giuseppe

    @ mahagonny.
    Trovo francamente insultante definire i precari della scuola “generalmente falliti nelle altre professioni”. Come in TUTTI i settori lavorativi anche nella scuola ci sono ottimi professionisti e scansafatiche ma credo che per molti laureati l’insegnamento sia una professione altamente dignitosa e una possibilità interessante.
    Ovviamente sono di parte essendo un docente di scuola superiore.

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