eBook e pirateria: quale sarà lo scenario futuro?



pirateria marittima eBook e pirateria: quale sarà lo scenario futuro?

Di recente mi è capitato di trovare, nei soliti canali di distribuzione illegale, un ebook disponibile nelle librerie virtuali solo dal giorno precedente. Sono rimasto abbastanza perplesso. Tanto più che l’ebook in questione era uno di quelli con social DRM, quel genere di DRM che, non essendo per niente fastidiosi per l’utente, dovrebbero invogliare di meno il lettore a distribuirlo illegalmente.

Ho poi notato, sui più disparati social network, la formazione crescente, con l’aumentare della diffusione degli ebook reader, di gruppi di condivisione di ebook. Sebbene la stragrande maggioranza dei libri presenti in questi gruppi siano prelevati dai canali illegali di cui sopra, si trovano anche utenti che mettono a disposizione libri che hanno appena acquistato.

Mi viene in mente allora il mercato dei videogiochi e quello cinematografico (sorvoliamo, per carità di spirito, su quello musicale). Quello dei videogiochi, sebbene sia il primo mercato dell’industria dell’intrattenimento, è stato notevolmente ridimensionato dalla pirateria: la versione PC di un videogioco vende almeno quattro volte meno rispetto ai suoi download illegali. Come risultato, molte case software house decidono di non effettuare il porting dei loro giochi per console: sarebbe fatica e denaro sprecato. Per quanto riguarda il mondo del cinema, invece, il mercato dell’home video è stato completamente devastato dalla pirateria.

È interessante notare che, insieme allo sviluppo di inefficaci sistemi di protezione, sono state sviluppate, da entrambe le industrie, modalità nuove di usufruire del prodotto: i videogame più utilizzati oggi sono i Mmorpg che, per loro natura, sono impossibili da piratare a meno di non voler giocare su malandati server non ufficiali; dall’altra parte, lo sviluppo del 3D ha spinto nuovamente gli spettatori a sedersi in sala (ma fino a quando? probabilmente fino a quando le TV 3D non saranno disponibili nella maggior parte delle case).

Cosa accadrà all’industria del libro? Sono convinto che nei prossimi anni la pirateria inciderà fortemente su di essa. Come risponderanno gli editori? Saranno capaci di inventare qualcosa di nuovo?

Io ho alcune idee, ma sono curioso di ascoltare prima le vostre.

Puoi condividere i tuoi commenti anche direttamente sul nostro nuovo forum.

Articoli simili:

  1. Pirateria digitale. Una interessante provocazione
  2. Il futuro degli ebook
  3. Kindle Tablet, Amazon sarà degno rivale di Apple iPad?
  4. Kindle ed iPad influenzeranno il futuro dell’editoria?
  5. Ancora Etxebarría e la pirateria
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
  • Massimo

    In linea di principio sono d’accordo. Ma è sotto gli occhi di tutti i lettori abituati già da un po (intendo quelli della prima ora) ad acquistare gli ebook, che spesso – e NON MI INTERESSA il perchè – i prezzi sono di due o tre euro inferiori all’edizione cartacea.
    Di questa cosa anche l’antitrust pare essersene accorta. Poche settimane fa mi saltarono all’occhio degli esempi su una nota libreria on line, di libri che in formato elettronico costavano in maniera uguale e superiore all’edizione cartacea in vendita sullo stesso sito e riportata come “confronto”!
    E’ chiaro che a queste condizioni ci sarà sempre pirateria. E’ solo con iTunes e le canzoni a .99 centesimi che anche in Italia qualcuno ha iniziato a considerare la possibilità di un acquisto legale di musica.
    Io non voglio dire che i libri debbano costare .99 centesimi, ma se quello in carta costa 15 euro, quello elettronico DEVE costare non più di un terzo.
    D’altra parte l’alternativa è semplice: non ti do neanche i 5 euro e me lo scarico dalla rete. Sappiamo che i lucchetti non servono a nulla… Sono al solito le major e i distributori che si tagliano da soli le gambe nella loro cecità di non voler capire il mercato come funziona.
    Ciao

  • Marius

    Le leggi di mercato non sono una novità, secondo me la differenza sta nel fatto che a conti fatti, molti scaricano roba che poi non guardano o non leggono. Tante persone guardano certi film solo perché riescono a farlo gratis altrimenti non spenderebbero un centesimo. In questo senso non è di fatto una perdita per l’azienda.
    Quanto ai libri immagino che molti avranno intere biblioteche virtuali di libri che probabilmente non leggeranno mai. E’ strano ma è cosi’.
    La gente è molto pigra e legge poco, se con l’avvento dei lettori elettronici il gusto della lettura viene ravvivato, allora ben venga.
    Inoltre la comodità di avere un libro via whispernet ad 1 euro è molto piu’ comodo di cercarlo su Emule sperando che sia una versione fatta bene… Certo che se l’alternativa fosse 15 euro contro la grtuità di Emule le cose cambierebbero. Per questo motivo credo che i prezzi dei libri elettronici non dovrebbero essere troppo simili a quelli dei libri cartacei.
    Inoltre c’è anche chi decide di pubblicare il proprio libro in copyleft, come fa la Wu Ming Foundation – http://www.wumingfoundation.com/italiano/libri.html

  • ffx85

    Quoto Massim!,d’altronde se devo spendere poco meno della versione cartacea,tanto vale che mi acquisto la versione fisica e non digitale,la libreria fa sicuramente piú arredo di un kindle!m

  • Marius

    …aggiungo un piccolo spunto che spiega le diverse filosofie dei lettori (oltre a spiegare perché il Copyleft non è un suicidio finanziario come sembra).
    http:/biasco.ch/videoblog/vbp2

  • Salvatore

    Si penso che la pirateria, almeno in Italia, sarà un grave problema per l’editoria digitale.
    Ma anche in questo caso la colpa sarà esclusivamente degli editori. Vendere ad un prezzo inferiore di pochi euro l’edizione digitale non spingera nessuno all’acquisto, ma favorira- sopratutto tra chi legge molto – il download illegale o, mel migliore dei casi, lo scambio degli ebook.
    Ovviamente gli editori faranno l’innimaginabile per bloccare questo scambio, operazione dimostratasi inutile per i film e per la musica.
    Un ultima considerazione, buona parte di quelli attualmente gratuiti o a basso costo sono classici della letteratura che molti lettori o bibliofili hanno gia in formato cartaceo (magari in più copie o edizioni)

  • diego

    Bravo Massimo, credo siaproprio così.
    La pirateria sui videogiochi e sui film cinematografici è enorme perchè è elevatissimo il costo degli originali, anche quando son passati anni dalla loro uscita in vendita al pubblico. E’ una politica folle. Comprare un film/videogioco a 40/50 Euro e non vedere mai il prezzo scendere è una idiozia, ma mica lavoriamo per comprare divertimento e basta! Se i prezi fossero + bassi (anche col passar del tempo) allora sarebbe da idioti non comprare l’originale.
    Per i libri elettronici è molto simile, anche se bisogna dire qualche buona offerta (sopratutto AMAZON) si trova. E’ normale che se il libro elettronico (che ha un costo di produzione e distribuzine inferiore al cartaceo) costa più del suo omonimo di carta, beh … compra il libro di carta!!! oppure non comprarlo affatto. Se nessuno compra vuol dire che la politica di vendita è errata!
    Certo che se poi si pirata anche un libro che costa 6 euro .. allora + stupidi ed egoisti di così non si può essere.

  • taxidriver

    È un problema che mi sono posto anch’io. 
    La mia speranza è che il mercato dei libri si dimostri una storia a sé.
    Prima di tutto non ha la stessa diffusione di musica e cinematografia, specialmente tra i più giovani, Leggere è un’attività molto più intima e privata rispetta all’ascoltare musica o vedere un film.
    È un mercato che sarà sempre costituito anche dalla versione cartacea. Credo non soccomberà mai.
    In più è un mercato dove i “clienti” sono molto più sensibile al tema del diritto d’autore.
    A differenza di un cantante che si guadagna da vivere anche con concerti e performance musicali, allo scrittore non rimangono molte altre fonti di guadagno.
    Però è anche vero che il prezzo degli ebook deve essere abbassato.

    La mia sensazione, o speranza, è comunque che vengono scaricati illegalmente libri che non sarebbero comunque stati venduti.

    A me è capitato di scaricare un libro illegalmente, leggerlo, e andarlo ad acquistare in libreria per regalarlo a un amico. Chissà, magari invece non lo avrei mai comprato senza una copia illegale. Certo, questo è un caso estremo.
    Ma la mia speranza è che il lettore sia più rispettoso del lavoro degli autori rispetto allo scaricatore folle di musica e film.

    Ho pensato anche a una cosa che potrebbe aiutare il mercato dei libri. Non sarebbe male se le case editrici incentivassero l’acquisto regolare, oltre che abbassando i prezzi, dando la possibilità di scaricare la versione elettronica acquistando un libro cartaceo e viceversa, una versione cartacea acquistando un ebook. In più dare la possibilità, come si fa con alcuni software nell’ambito del software libero e gratuito (vedi calibre) di fare una donazione.
    Io credo che il lettore sia un cliente particolare, che se gli si dà l’occasione di fare la cosa giusta la fa.

  • Massimo

    Mi sembra di capire che tutti siamo d’accordo sul fatto che i prezzi devono essere ragionevolmente bassi. Infatti è importante far capire che nessun lettore serio – escludendo quindi quelli che fanno solo raccolta – vuole i libri gratis. Dietro ogni libro c’è comunque uno scrittore che con il suo lavoro ci dovrebbe vivere…

  • Daniele

    Situazione italiana: prezzi folli+iva 21%+DRM+pochi titoli negli store=pirateria

  • Gianluca A.

    La pirateria è un problema, ma solo, a mio parere, se girano soldi. La proprietà intellettuale va rispettata, ma pagare cifre elevate per prodotti originali scadenti è ugualmente assurdo.
    Riguardo la musica e i film, è vero, la pirateria incide sulle vendite, ma permette di evitare la morte di questi settori, visto che la crisi economica non permette di acquistare originale comunque.
    Adesso la situazione potrebbe migliorare, piano piano. Gli ebook sono una fonte importante di sapere, anche se la maggior parte dei titoli disponibili non è certo entusiasmante. Il settore dell’editoria deve essere riformato, altrimenti morirà. Mancano i contenuti!

  • Aristarco

    pirateria? E che c’entrano, mi sono detto, i delinquenti somali che assaltano le navi coi libri (finti, i digitali) o veri (di carta?)

    ma un minimo di proprietà verbale?

    poi continuando a leggere ho capito che era solo un grave solecismo per *condivisione*

    e che non potevo certo aspettarmi posizioni non faziose sul forum di Amazon Kindle

    da matte risate leggere la stucchevole quanto falsa affermazione secondo cui la condivisione di film avrebbe mandato in rovina le videoteche e non i prezzi fuori mercato per il noleggio o la concorrenza di piattaforme autorizzate di streaming a pagamento come netflix

    come contributo all’affossamento di un business disdicevole sui libri digitali che devono essere GRATUITI, e costituire solo un traino pubblicitario per vendere il libro vero (di carta), in quanto fondatore prossimo di una casa editrice di libri veri, adotterò il copyleft, facendo scaricare le copie digitali dei nostri libri direttamente dal sito

    il guadagno, infatti viene e deve venire solo dal prodotto confezionato, che viene ceduto A TITOLO DEFINITIVO all’acquirente, di cui egli acquisisce la piena
    proprietà, potendo prestarlo senza limitazioni, potendo copiarlo, scansionarlo, farlo circolare e portando così per il mondo il nome dell’editrice facendomi una pubblicità globale e gratuita

    quando il lettore avrà in mano uno dei nostri libri veri, potrà considerarsi soddisfatto possessore di un manufatto curato in tutti i dettagli e che gli rimarrà nel tempo, senza che qualcuno mgari glielo cancelli da remoto (ricordate la storia di 1984 di orwell cancellato dai kindle?)

    la fine dell’ebook a pagameno è vicina, la gente si sta iniziando a stufare…

  • Luca

    Francamente la pirateria è un problema nella testa dei venditori, secondo cui una copia pirata equivale ad una mancata vendita… 
    l’attitudine del venditore è quella di lucrare e lucchettare a piu non posso. quella del consumatore è invece risparmiare e condividere.
    Il venditore pretende di trattare gli ebook come se fossero libri fisici, mentre le regole del gioco sono un pò cambiate.
    Date la possibilità di comprare al giusto prezzo e di condividere tra dispositivi diversi senza lucchetti scassapalle e vedrete che le cose cambiano…

  • Giuliano

    Vedo che si stanno ripetendo dinamiche già viste con il mercato discografico e cinematografico, e che tali lezioni non sono servite nè a noi consumatori nè agli editori: la libro-pirateria produrrà, come già accaduto per ogni mercato afflitto dalla pirateria, una contrazione drastica del mercato, chiusura delle librerie ed anche dei megastore e danni anche per le piccole case editrici (nessuna piccola casa discografica ha tratto vantaggio nè da napster nè dai torrent); vale a poco dire che i fruitori di libri sono più “virtuosi” e consapevoli d quelli di altre forme di intrattenimento, sia perchè non è vero, sia perchè nessun mercato è salvabile dagli appassionati, ed anzi le case editrici/case di produzione/case discografiche campa(va)no sui grandi numeri, non sui piccoli: in altre parole, muove più soldi un milione di persone che compra le barzellette di totti, di uno sparuto gruppo di appassionati che compra più di una dozzina di libri l’anno.
    Ed anche il discorso “i libri scaricati non sono un danno per le case, in quanto sono libri che comunque non sarebbero stati comprati” non regge: magari una persona avrebbe comprato un libro, invece di scaricarne tre ad ufo, ma quel libro in meno costituisce un danno.
    Insomma, non nascondiamoci dietro ad un dito: sappiamo i danni che fa la pirateria, abbiamo già visto succederlo, non abbiamo la scusa dell’ignoranza; d’altro canto i prezzi sono alti, è vero, e non vorrei prendere le difese delle case editrici, ma temo ormai che, di questo passo, come la maggiori parte dei giovani crede che la musica sia gratis in quanto tale, così un domani si riterranno gratuiti i romanzi.

  • Giò

    @Aristarco

    Mi ero riproposto di discutere i vostri commenti in un altro articolo, ma Aristarco merita senz’altro una menzione a parte.

    Aristarco nega l’esistenza del problema e ne contesta addirittura la sua terminologia (forse non sa che il termine è antecedente a Internet e alla “condivisione”). Poi afferma che è prossimo a fondare una casa editrice (queste persone sono sempre “prossime”, mai che abbiano qualcosa in mano al momento) che baserà la sua strategia sul copyleft, sicuro che l’ebook servirà da lancio pubblicitario per il libro. Aristarco, forse adesso arrivi dalla Somalia, fatti dire una cosa: ora esistono gli ebook reader, le persone leggono su di essi, una persona se ha l’ebook non compra il suo corrispettivo cartaceo, a meno che il libro non gli piaccia alla follia. La gente non spende i propri soldi per sentirsi “un soddisfatto possessore di un manufatto curato in tutti i dettagli“ se il manufatto in questione è la versione cartacea del libro che ha appena finito di leggere sull’ereader. Temo che i tuoi affari avranno un giro limitato, a maggior ragione se permetterai la fotocopia selvaggia: chi è lo scemo che pagherà per un libro che potrà avere gratis con il beneplacito dell’editore? Penso che non si saranno proprio affari, perché i primi a non venire da te saranno gli autori che ti diranno: “Che fai, regali il mio libro?”.

    Rigetto la tua stupida accusa di faziosità, mi sembra evidente che non hai le basi per comprendere il problema. Per quanto riguarda la tua contestazione sul mercato dell’home video, ti consiglio di andare a leggere i dati di vendita e noleggio del 2011 e di confrontarli con quelli del 2000, 2001, 2002 e così via. Risparmierai di scrivere sciocchezze la prossima volta.

    Ultima cosa: impara a scrivere. La punteggiatura non è un optional e tu, evidentemente, non la sai utilizzare; quindi, prima di fare ridicole questioni terminologiche, impara la grammatica. Ti assicuro, per il successo della tua fantomatica casa editrice, questa dovrebbe essere la cosa più importante.

  • Lief Layer

    secondo me se gli autori si affideranno a siti come sponsorpay per dare la possibilità di accumulare punti (o direttamentte soldi) da spendere per gli ebook e quindi averli gratis ma pagarli comunque non ci sarebbe la pirateria. ve lo dico da scrittore (anche se ancora in produzione il 1 libro) molti pagano comunque i prodotti che vale la pena pagare se non hanno costi esagerati e se in più dai questa possibilità (cioè di pagare con pubblicità e avere gratis il libro) per supportare l’autore saranno in pochissimi a utilizzare versioni piratate.
    perchè ne sono convinto? perchè fin’ora utilizzo diversi file e servizi pirata ma non per gli autori e/o i siti che offrono servizi di questo tipo e non soppratutto se l’autore se lo merita (anche se solo a pagamento ma veramente se lo meritano).
    insomma bisogna saper sfruttare il nuovo mercato della pubblicità su internet per dare gratis servizi a pagamento, se non lo si fa non ci deve stupire il dilagare della pirateria.
    (se pagassi tutti i libri che leggo sarei sul lastrico e in fondo e come se me li facessi prestare da un amico…)

  • Terry

    credo che con tutte queste cose in formato digitale la questione dell’acquisto deve cambiare.. secondo me si deve fare un po’ come con sky .. una possibiltà di scaricare a un tot di megabyte al mese con una tariffa che cambia a seconda dei megabyte scaricabili.. e quindi avere TUTTO in questo modo : film, canzoni e libri.. solo così si può far fronte alla pirateria

Switch to our mobile site

Page optimized by WP Minify WordPress Plugin