E-Book ed Editoria Digitale – il pensiero di Guido Scorza



 

e 225x300 E Book ed Editoria Digitale   il pensiero di Guido Scorza

Riporto alcuni stralci di una interessante intervista a Guido Scorza – Avvocato, Giornalista e Presidente dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione – il tema è l’attualissimo confronto tra gli e-book e l’editoria digitale.

 Credo che il principale freno alla diffusione dell’e-book sin qui registrata non sia stato dovuto dall’assenza di tecnologie di supporto quanto, piuttosto, dal drammatico ritardo culturale del nostro Paese – e più in generale del resto d’Europa – ad entrare nella c.d. era digitale per dirla con le parole di Negroponte o, piuttosto, di buttarci alle spalle l’età del possesso ed entra in quella dell’accesso per dirla con le parole di Jeremy Rifkin. Sin qui – ma forse ancora oggi – il libro lo abbiamo voluto possedere fisicamente, sfogliare e poi conservare nella nostra libreria.

Ritengo, quindi, che il time to market per l’e-book non sia dettato dalla diffusione di nuovi dispositivi di consultazione quanto piuttosto dalla realizzazione del salto culturale che separa il mondo degli atomi da quello dei bit. Se il Paese comprenderà che cultura, informazione ed intrattenimento possono conservare la qualità anche fuori dalla carta, allora, l’era dell’e-book potrà, finalmente, dirsi arrivata.

La tecnologia, da sola, non basta quando si parla di innescare virtuosi meccanismi di rivoluzione culturale che, sino ad oggi – in tutta sincerità – il nostro Paese non ha mostrato di voler avviare. Un libro si legge in spiaggia, su un autobus, in treno e si acquista, spesso, in maniera compulsiva. Occorre rendere possibile tutto questo anche per gli e-book ma per far questo occorre lavorare sulla diffusione delle risorse di connettività, sulla copertura mobile e, soprattutto, sui formati aperti. E’ una sfida che si può vincere ma, sfortunatamente, non mi sento di considerarla ancora vinta.

Alla domanda se superati i problemi di mercato e data per scontata una innovazione totale nel settore della didattica, potrebbe essere ragionevole pensare che nell’arco di 5 o 6 anni i nostri figli possano andare a scuola con un Ipad, anzichè con la cartella piena di libri, e che in classe possano fruire, attraverso la connessione wireless, di lezioni personalizzate e magari consegnare i propri compiti in formato e-mail? – Scorza risponde:

La vigente disciplina già prevede che dal 2012 tutti gli editori scolastici dovranno rendere disponibili le proprie pubblicazioni anche in versione digitale. In astratto, quindi, è certamente possibile che le generazioni che verranno lascino a casa lo zaino. Perché ciò accada, tuttavia, sono necessarie, a mio avviso, altre due importanti rivoluzioni: (a) una prima culturale rappresentata dalla capacità dei più grandi e delle istituzioni di lasciare avvicinare i giovani alla tecnologia anziché frenarli in nome di timori e preoccupazioni anacronistiche e (b) una seconda infrastrutturale, costituita dall’esigenza di una rapida diffusione delle risorse di connettività. I nuovi dispositivi di fruizione degli oggetti culturali sono più “stupidi” dei loro antenati ed hanno in sé ben poco con la conseguenza che, se disconnessi, non sostituiranno mai, purtroppo, uno zaino pieno di libri.

Infine un breve accenno ad ebook.it – il progetto italiano per la promozione e la diffusione dell’editoria elettronica

In effetti so ancora molto poco di ebook.it. Credo, però, di poter sin d’ora dire che si tratterà di un progetto di promozione della cultura digitale nel nostro Paese e, dunque, di un progetto al quale mi sento ideologicamente vicino. Nell’era dell’accesso, non credo ci si possa ancora aspettare – né sarebbe giusto farlo – che i nostri figli ed i loro figli accedano alla cultura attraverso la carta e la tv di un tempo.

Se non si iniziano a promuovere tempestivamente i nuovi “contenitori” culturali, il rischio, a mio avviso elevato, è rappresentato dalla circostanza che le generazioni che verranno saranno culturalmente più povere di quelle del passato non per assenza di “materie prime culturali” ma degli strumenti per accedervi. La colpa sarebbe solo nostra per aver ostinatamente preteso che utilizzassero pale e picconi per scoprire nuove falde acquifere nell’epoca delle trivelle e delle talpe meccaniche.

Via | Cutuli.it
Foto | Flickr

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6 Comments on “E-Book ed Editoria Digitale – il pensiero di Guido Scorza”

  • 16 agosto, 2010, 10:52

    > [...]
    > buttarci alle spalle l’età del possesso ed entra in quella dell’accesso
    > [...]
    > il time to market per l’e-book non sia dettato dalla diffusione di nuovi
    > dispositivi di consultazione quanto piuttosto dalla realizzazione del
    > salto culturale che separa il mondo degli atomi da quello dei bit.

    Interessante, ma per farlo servono appunto formati aperti, niente DRM, quello che aquisto dev’essere *mio*, non fisicamente ma comunque mio.

    Ad esempio non deve mai succedere che qualcuno accende il suo lettore eBookReader e non trova un libro che aveva acquistato (cancellato da remoto per qualche strano motivo).

    > I nuovi dispositivi di fruizione degli oggetti culturali sono più “stupidi”
    > dei loro antenati ed hanno in sé ben poco con la conseguenza che, se
    > disconnessi, non sostituiranno mai, purtroppo, uno zaino pieno di libri.

    Questo può essere vero solo quando il lettore di eBook è appena acquistato ma questi lettori non dipendonono da computer/internet se contengono già i libri.

    A proposito di eBook al posto dei libri cartacei per gli studenti, ma esistono dei meccanismi per bloccare sui lettori di eBook/Kindle l’accesso ad internet? Cioè una classe piena di giovani studenti con un dispositivo che può andare liberamente su internet non mi sembra qualcosa di molto intelligente, anzi…

  • lucand
    18 agosto, 2010, 20:06

    basta togliere la connessione all’aula!, o monitorare gli accessi

  • 21 agosto, 2010, 18:02

    @lucand
    Togliere la connessione dall’aula è possibile, monitorare gli accessi come? Mica ci sino solo le reti Wi-Fi delle scuole, e poi c’è anche il 3G.

    Se si vuole che gli eBook reader sostituiscano i libri anche nelle scuole elementari/medie si dovrà evitare in qualche modo che possano navigare tranquillamente durante le lezioni.

  • Source
    23 agosto, 2010, 15:20

    Monitorare\bloccare gli accessi è una cosa molto semplice da fare.
    Gli e-reader comunque non nascono per navigare, non vanno confusi con i tablet.
    Quello che mi preoccupa è il formato, ogni produttore ha il suo, poi ci sono gli open source, non si leggono bene i pdf… insomma c’è ancora da lavorare, ma certamente è il futuro.

  • 24 agosto, 2010, 9:38

    @Source
    Non nego che sia il futuro, anzi lo spero, ma come si monitorano gli accessi? Se vicino alla scuola c’è un palazzo e qualcuno ha il Wi-Fi, magari non protetto come si può evitare che invece di stare attenti i ragazzini navighino?

    Anche se un Kindle non è a colori, non puoi vedere i video etc, qualunque cosa può essere utile per distrarsi :P . Certo i ragazzini si sono sempre distratti, magari scaccolandosi o lanciando palline, dico solo che se si vuole che gli eReader entrino nelle scuole servono formati aperti che reggano bene formule matematiche, etc, ma anche meccanismi che evitino di fare operazioni diverse dal leggere i libri di testo (un qualche meccanismo di parental control diciamo).

  • Matteo
    17 settembre, 2010, 11:13

    stiamo dicendo che se acquisto un kindle 3 3G+Wifi su Amazon.com posso, tramite 3G e senza costi aggiuntivi di traffico:
    - scaricare libri acquistati su Amazon
    - navigare su wikipedia
    Tutto il resto del traffico 3G è soggetto alla tariffa di 0.99$ a MB – a meno del “trucchetto” del cambio indirizzo. E’ corretto?
    Se quindi mi abbono al Financial Times, pago l’abbonamento al giornale più 0.99$ a MB per scaricarlo. A chi si paga il traffico dati? Amazon? Prepagato o a consuntivo? Grazie mille

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