50 anni di Marsilio, parliamo di digitale (2)
Proseguo il resoconto dell’incontro intitolato Come cambia l’editoria, prospettive future e nuovi modelli di mercato per l’avvento del digitale tenutosi a Padova il 12 aprile.
Dopo l’intervento di Gian Arturo Ferrari ha preso la parola Gianfederico Demarie di Telecom Italia. Devo ammettere che il suo intervento mi è sembrato piuttosto nebuloso e i concetti che voleva trasmettere, a mio avviso, non sono stati spiegati in maniera soddisfacente. Ciò che comunque ho desunto dell’intero intervento è riassumibile in poche parole: Telecom storicamente non si è mai occupata di editoria, ha scelto di interessarsene circa un anno fa, quindi per poter affacciarsi su questa nuova realtà ha bisogno della consulenza di esperti e delle case editrici. Il principale obiettivo di Telecom è quello di agevolare la fruizione dei contenuti tramite nuovi device, o comunque tramite nuove modalità di accesso.
L’intervento successivo è stato quello di Gino Mattiuzzo di Google. L’approccio di un’azienda come Google nei confronti dell’editoria digitale è differente rispetto a quello delle normali case editrici. Google si occupa di information retrieval (reperimento dell’informazione) e anche nel settore librario vuole mantenere quest’impostazione di base. Il progetto Google Books parte nel 2005 dalla consapevolezza che i contenuti più importanti della storia dell’umanità risiedano nei libri e non nel web. Il principale obiettivo di Google Books è quindi quello di digitalizzare i libri e renderli ricercabili e reperibili per tutti gli utenti. Ogni libro verrà completamente indicizzato e nel momento in cui un utente eseguirà una ricerca sarà possibile visualizzare un’anteprima limitata dell’opera di interesse. Ciascuno sarà poi in grado di acquistare tutti i libri che vuole. La grande differenza tra Google Books e il normale acquisto di ebook è che tramite Google non si acquista il contenuto, ma si acquista invece la possibilità di accedervi. Il libro comprato infatti non viene scaricato fisicamente sul proprio computer, all’utente-acquirente vengono accordate le credenziali per accedere al contenuto comprato, il quale si trova su una piattafoma cloudbased che permette l’accesso da qualsiasi tipo di dispositivo che abbia la possibilità di connettersi a internet. Mattiuzzo ha concluso l’intervento sottolineando che ciò che conta non è il supporto ma il contenuto e la fruibilità e da questa convinzione nasce l’intero progetto Google Books.
Il relatore successivo è stato Marco Ferrario, fondatore di Book Republic che nel suo intervento ha tracciato una breve storia della vendita degli ebook. Le informazioni più rilevanti sono che il mercato dei libri digitali è nato negli Stati Uniti grazie ad Amazon e alla messa in commercio del primo Kindle nel 2007. Ancora oggi l’unico mercato dove l’incidenza delle vendite di ebook è davvero rilevante è unicamente quello USA e questo è dovuto sia alla disponibilità di libri che alla facilità di acquistarli e leggerli. In Italia il mercato degli ebook è neonato, Book Republic è tra le più vecchie piattaforme e-commerce italiane che si occupano di ebook e compirà un anno il prossimo 15 luglio. Fare una previsione dell’evoluzione del mercato è molto difficile, ciò che è certo è che tutti noi leggiamo sempre più in formato digitale e sempre meno su carta (quotidiani online etc.) e c’è sempre una maggior richiesta di contenuti multimediali. L’ultimo punto toccato dall’intervento è stata la natura dell’ebook. Ferrario ha fatto notare come in effetti allo stato attuale non esistano realmente gli ebook, ma esistano solamente libri cartacei digitalizzati. Gli ebook veri e propri saranno quelli che sfrutteranno appieno la propria natura digitale utilizzando interattività e multimedialità.
L’ultimo brevissimo intervento è stato quello di Riccardo Donadon, fondatore di H-farm. H-farm si autodefinisce una Venture Incubator la cui missione è lo sviluppo delle internet StartUp. Come si può capire H-farm non è strettamente collegata al mondo dell’editoria, ma è evidentemente collegata al mondo del digitale. Il contributo di Donadon ha sottolineato soprattutto l’importanza di concentrarsi sui cambiamenti sociali che la rivoluzione digitale sta portando e continuerà a portare.
L’intero incontro è stato a mio avviso molto stimolante e mi ha consentito di pormi delle domande (a risposta apertissima). Ve ne riporto alcune qui sotto in conclusione.
- Come si evolverà l’oggetto libro nei prossimi anni? In quali modi è possibile implementare un libro?
- Il poter interagire durante la lettura (ipertesti, possibilità di condivisione e discussione dei contenuti) avrà delle implicazioni cognitive sul modo di leggere/apprendere? In sostanza: il passaggio dalla fruizione sequenziale a quella ipertestuale che conseguenze effettive avrà su di noi?
- Il possesso del libro è davvero così poco importante? La tecnologia cloudbased può davvero essere una proposta valida? Possono i libri, e in generale i contenuti, essere così dipendenti dal web?
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